Il caffè è sicuramente qualcosa che fa parte della vita di ogni italiano e, direttamente o indirettamente, ci tocca tutti.

Chi lo ama e chi lo odia, perché sì anche chi detesta il caffè è costretto a interagire con i suoi aromi ogni giorno.
Per un italiano è un orgoglio nazionale, una bandiera, un segreto di famiglia, un piacere, un attimo di pausa o un modo per scambiare poche parole fugaci con un amico o con il barista di fiducia.

Abbiamo la tendenza a credere che solo noi ne deteniamo i segreti, ma soprattutto solo noi abbiamo la tecnica, dal greco τέχνη [téchne], “arte” intesa come “perizia”, “il saper fare”, “conoscere la materia”. Pur non essendo un paese produttore, l’Italia ha una cultura del caffè molto importante, ma è proprio vero che il nostro è il modo giusto o, per come la vedono molti, l’unico modo di tostarlo e berlo?

Non mi voglio addentrare troppo in questi meandri pericolosi che potrebbero urtare la sensibilità di qualcuno, ma la risposta è no.

Facciamo un piccolo passo indietro.

La storia del caffè è una storia molto lunga che parte dal X secolo.

Si tratta di una bevanda che si ottiene dai semi presenti, di solito due, nelle drupe di piccoli alberi tropicali appartenenti al genere Coffea e le varietà più diffuse sono l’Arabica e la Canephora, detta comunemente Robusta. La pianta si ritiene abbia avuto le sue origini in Eritrea ed Etiopia, per diffondersi, da lì, in tutta la fascia tropicale che ne rende la coltivazione possibile, arrivando a coprire una zona che va dal Sud America allo Yemen, passando ovviamente dall’Africa. Ma quando è arrivato il caffè in Europa? Dobbiamo aspettare il XVI secolo quando fu introdotto per la prima volta a Malta, ai tempi sotto il controllo del Regno di Sicilia; ma poi Venezia, grazie ai suoi rapporti con il Nord Africa, gettò le basi del commercio nel Vecchio Continente. Per poter degustare un caffè espresso come lo conosciamo noi, o quasi, si dovrà aspettare il 1902 quando Giuseppe Bezzera inventò la prima macchina da espresso, chiamata così per la sua velocità di esecuzione. Cosa ci dice questo fatto? Che il caffè si beveva e si apprezzava molto prima che noi ci “mettessimo sopra il cappello” e che altri paesi avevano e hanno ancora oggi una solida cultura del caffè.