Massimo Montanari
Il mito delle origini. Breve storia degli spaghetti al pomodoro

Poche cose agiscono nella definizione dell’identità italiana all’estero come gli spaghetti al pomodoro. In questo breve e piacevole saggio, Massimo Montanari, uno dei maggiori storici dell’alimentazione, parte dal mito delle origini per sostituire, man mano che si va avanti nella lettura, l’ingerenza fumosa del mito con la complessità reale della storia. E risulta ancora più appassionante il viaggio attraverso la storia della pasta al grano duro: della montagna di formaggio grattugiato che sognava Boccaccio, all’introduzione tardiva del pomodoro, del basilico, fino ad arrivare all’utilizzo massiccio dell’olio, ormai nel Novecento. La storia degli spaghetti è la storia di incroci politici, sociali, culturali, ma come ci mette in guardia Montanari, con uno stile limpido e asciutto e senza rinunciare all’ironia, per cercare la nostra identità dobbiamo uscire dalla narrazione del mito per appoggiarci alle documentazioni storiche. Che poi, a ben vedere, risultano ancora più emozionanti dei miti senza basi di verità.

Editori Laterza, 2019 – 107 pagine
ISBN 9788858128809
Euro 9,00

Laura Grandi, Stefano Tettamanti (a cura di)
Racconti gastronomici

Trentanove racconti, trentanove variazioni fatte da scrittori, tra i più grandi del Novecento, che ruotano attorno al tema del cibo. Se la letteratura è spesso associata al termine nutrimento (per l’intelletto) a leggere tra le pagine di questo libro, il nutrimento diventa un’attesa, un appetito – reale. Dal primo autore selezionato, Aldo Buzzi, fino all’ultimo: Julian Barnes, il viaggio letterario attraverso la condivisione del cibo riprende dei veri e propri capolavori della prosa. Basti pensare alla complessità analitica che ha fatto scuola di David Foster Wallace alle prese con l’aragosta, l’eleganza di Parise che narra di una Venezia metafisica e della colazione a Lavena, la lingua incisiva e spigolosa di Hemingway, la ricercata semplicità di Piero Chiara, solo per citarne alcuni. A scandire le pagine di questa bellissima antologia non è solo la differenza stilistica ma anche di cultura culinaria, come se a creare mondi immaginifici, diventi imprescindibile la distanza da quello che ogni cultura comunica a prima vista: la sua cucina.

Einaudi, 2012 – 364 pagine
ISBN 9788806213510
Euro 20,00

Giorgio Manganelli
Il palato immaginario
Anna Longoni (a cura di)

Se c’è un aggettivo che aderisce alla prosa di Manganelli, più di altri (prettamente letterari), è gustosa. Pare che l’italiano di cui ci si nutre, attraverso le sue mani, diventi una lingua rinnovata che unisce la maestria di Boccaccio a una cassa armonica e semantica, tipicamente novecentesca. La sottile ironia attraversa questa edizione curatissima di Henry Beyle, come il zest di limone, e non poche volte capita di ridere per le esilaranti associazioni linguistiche e tematiche: “È mia convinzione che la mia ostinata sopravvivenza dipenda, oltre che dai disegni della Provvidenza e dalle riscossioni del karma, dal fatto che, praticamente dalla mia nascita, io non mi sono mai astenuto dal mangiare”.
Chi vuole davvero riprovare la sensazione di un italiano totalmente inedito, eppure inclusivo, aperto, per il proprio gusto intellettuale, questo libricino meraviglioso, è più che consigliato.

Edizioni Henry Beyle, 2017 – 52 pagine
Euro 25,00

Camilla Pieretti (traduzione di)

Bere come un vero scrittore. 100 ricette per ricreare i drink che hanno ispirato i giganti della letteratura

Ci sono libri che usiamo come aperitivo o altri che si sorseggiano piano piano, come un after dinner, o altri in tarda mattinata. I libri, spesso, hanno su di noi l’effetto dei cocktail. Il Saggiatore, per il 2021, ha dato alle stampe una miscellanea che unisce l’amore per la letteratura con l’amore per la mixology: Bere come un vero scrittore. 100 ricette per ricreare i drink che hanno ispirato i giganti della letteratura. La traduzione di Camilla Pieretti ci accompagna nei locali francesi di metà Ottocento, col padre della poesia moderna, Baudelaire e la sua passione per Closerie des Lilas; da Parigi all’America dell’Età del Jazz – e chi sennò l’icona di un’epoca, F. Scott Fitzgerald e la sua passione per il Gin Rockey. Dall’Europa a Cuba, in compagnia di Hemingway, uno dei più famosi bevitori nel pantheon letterario, fino all’ormai celebre Martini “mescolato e non agitato” del padre di James Bond, Ian Fleming. Nessuno dei lettori potrebbe battere il record di Dylan Thomas: 18 whisky di fila.
Ne abbiamo citati alcuni ma lasciamo agli appassionati (bevitori, lettori, semplici curiosi) il compito piacevole di sedersi al bancone di un bar immaginario con i grandi scrittori – per poi, magari, trovare l’ispirazione da comunicare al proprio barista di fiducia.

Il Saggiatore, 2021 – 296 pagine
ISBN 9788842829171
Euro 14,90