Oscar Farinetti
È nata prima la gallina… forse

Immaginiamoci davanti a un fuoco, in uno degli antichi filò, dove si raccoglievano le persone, al caldo, per raccontarsi storie – a “far filò”, appunto. Se le storie riguardano il cibo intersecato alle vite di grandi personaggi, all’Italia, agli ingredienti, ci sono poche persone che le sanno raccontare come Oscar Farinetti. E nel suo ultimo libro ne racconta 52, imperniate attorno all’ottimismo. Già il titolo è una citazione del dilemma per eccellenza, dove l’autore prende da subito la parte della gallina, perché, parole sue, rispondere “la gallina”, determina un modus operandi di “decisione e movimento”. Annoverandosi in quella schiera di umanità che corrisponde agli ottimisti, usa spesso l’avverbio dubitativo, perché avere speranza significa dubitare di farcela ma essere sicuri di provarci con tutte le proprie forze. In questo flusso di energia propositiva, Farinetti orchestra le sue narrazioni, con infinite digressioni umane e culturali, da Manzoni a Napoleone a Hemingway. Ricorda molto, a lettura centellinata, il paradosso di Stockdale, che può essere applicato a ogni instante dell’esistenza di ognuno di noi: “Non devi mai confondere la fede nel fatto che alla ne ce la farai – cosa che non ti puoi mai permettere di perdere – con la disciplina per affrontare i fatti più brutali della tua realtà attuale, qualunque essi possano essere”. Su queste frequenze vitali (e molto altro), È nata prima la gallina… forse risulta una lettura estremamente piacevole, nella sua sospesa leggerezza.

Slow Food Editore, 2023 – 228 pagine

ISBN 978888499778

Euro 18,80

Pierangelo Federici
Venezia, una storia commestibile

Orientarsi a Venezia, per chi non la vive, non è semplice. Le pupille devono esercitarsi a un’inondazione continua di seduzioni. La bellezza multiforme della città, il corpo urbanistico unico dove i canali sembrano arterie e vene che riflettono le facciate, la storia sedimentata e visibile in ogni angolo eccitano le sinapsi di chi ci si immerge; l’udito è continuamente sospeso dal rumore dolce dell’acqua, con qualche incursione dei motori delle barche, e dalla cantilena tipica della lingua veneziana. Nietzsche scriveva che se deve pensare a una parola che possa sostituire “musica”, penserebbe solo a Venezia. Come non è semplice orientarsi, è ancora più difficile raccontare Venezia senza cadere nella retorica ma Pierangelo Federici ci riesce, filtrando la storia della Serenissima attraverso la storia della sua cultura culinaria in Venezia, una storia commestibile, uscito nel 2023 per lunargento, con illustrazioni di Pietro Ricca. Ogni piatto, abitudine, ingrediente è testimone di una storia, spesso mischiata alle leggende del luogo, come ogni parola in veneziano è il frutto di secoli di commerci con altre civiltà, anche le più distanti. Dalle ricette dei piatti tipici a pillole di racconti impressi in ogni calle o campiello, è il caso di dirlo: Venezia, una storia commestibile è un libro da rileggere, riprendere in mano, come un piatto a cui si torna per goloseria, nonostante si sia già sazi.

Lunargento, 2023 – 220 pagine, ill. Pietro Riecca

ISBN 9788896058503

Euro 14,00