I mari ne sono ricchi, ma estrarlo non è facile. È bianco e freddo, ma brucia le ferite come fosse fuoco. Inaridisce il palato ma dà sapore ai cibi. Corrode il ferro e divora il ghiaccio, ma si scioglie nell’acqua. È un dono divino, ma talvolta è una punizione. Significa luce, intelligenza e a volte anche malizia. È il sale, sostanza ritenuta per millenni dotata d’ogni genere di virtù e perciò usata anche nella magia rituale e nell’alchimia

Il sale agli albori della civiltà

L’uso del sale nell’alimentazione umana risale a un’antichità immemorabile, cioè da quando ci si rese conto che esso ha la facoltà di preservare le carni dalla putrefazione. Fu usato come medicina, sia per il potere di asciugare le piaghe purulente, sia per le proprietà digestive ed espettoranti. Non a caso il dotto Isidoro di Siviglia, nel VI secolo d.C., in un passo della sua enciclopedica Etymologiae suggerì il rapporto linguistico tra i termini salis e salus, sale e salute.

Grazie alle sue proprietà il sale fu considerato, a ogni latitudine, un elemento sacro. Omero lo definì “sostanza divina” in quanto, secondo un mito greco, fu offerto per la prima volta dal dio marino Nereo al re Peleo e a sua moglie, la bellissima ninfa Teti, in occasione del loro matrimonio, dal quale nacque il prode guerriero Achille.

Poiché era dovere degli uomini restituire agli dei parte dei benefici ricevuti, l’offerta del sale era d’obbligo in tutti i sacrifici. Difatti presso i greci, e in seguito anche tra i romani, vi era l’usanza di gettare sale nel fuoco che ardeva sugli altari. Spesso, dal crepitare del sale tra le fiamme sacrificali i sacerdoti traevano presagi di buono o di cattivo auspicio; da qui nacque l’alomanzia, cioè la divinazione per mezzo del sale.

È ancor più suggestivo il metodo divinatorio basato sul sale marino descritto in un papiro magico greco redatto ad Alessandria d’Egitto verso il primo secolo dell’era cristiana. L’officiante, vestito con una candida veste di lino, doveva eseguire l’operazione di notte, in un luogo erboso. Dopo avere preso due manciate di sale marino, lo tritava finemente ripetendo più volte una preghiera rivolta al dio Crono, affinché apparisse e rispondesse alle domande..